Trekking

Basilicata - Grotte cascate e ponti tibetani

Siamo nella Valle del Melandro, la porta d’ingresso alla ruralità della Basilicata. Ci troviamo a pochi chilometri dai Monti Alburni che ispirarono Carlo Levi nella scelta del titolo del suo celebre “Cristo si è fermato a Eboli” perché proprio dopo quelle montagne, gli Alburni appunto, gli parve di entrare in un altro mondo. L’isolamento di cui Carlo Levi fu testimone è ormai solo un ricordo ed è per i  lucani, che vivono questi tempi, un bene prezioso perché ha permesso la sopravvivenza di tanti aspetti della cultura contadina: tradizioni uniche al Mondo, ricette e prodotti alimentari rari, biodiversità eccezionale e un paesaggio inimitabile.

Lontano dagli itinerari battuti del turismo di massa globalizzato, iquesto programma comprende 6 bellissime escursioni nell’Appennino Lucano. Uscite notturne per guardare il cielo stellato, salite su crinali a forma di schiena d’asino, passeggiate in una delle faggete più belle d’Italia per andare a salutare il vecchio faggio, albero monumentale di oltre 300 anni,  si scenderà  nel  Canyon del Tuorno fino alle meravigliose cascate di Savoia e nelle gole del Platano per ascoltare una storia incredibile, la salita sulla vetta di Monte Arioso (1710 metri) consentirà di allargare lo sguardo verso l’infinito.

Tra un’escursione e un’altra si andrà alla scoperta di rarità naturalistiche e culturali. Entreremo nelle viscere della terra navigando il fiume sotterraneo delle Grotte di Pertosa, scopriremo la storia e la resilienza delle popolazioni lucane con le visite guidate al Castello di Brienza e ai murales di Satriano, cammineremo a oltre 100 metri di altezza sul Ponte alla Luna di Sasso di Castalda, il ponte tibetano più alto d’Italia.

Tutto questo ci consentirà di capire cosa è l’accoglienza lucana trascorrendo 7 giorni in un luogo dove i visitatori sono ancora considerati ospiti.