Armenia
Un viaggio nell 'anima di un popolo. Armenia Il paese delle pietre urlanti, come l'ha definita il poeta russo Osip Mandel'stam.
"Non è facile lasciare l'Armenia,
non tornarvi più è ancora più
difficile"
adagio armeno
L’Armenia è oggi un piccolo stato, grande circa come il Piemonte, con poco più di tre milioni di abitanti: poco è rimasto del territorio dell’Asia centrale che nelle carte rinascimentali figurava come “giardino dell’Eden”, con nome Armenia (oggi divisa tra Turchia, Armenia e Iran), che era compresa tra monti Pontici e fiume Eufrate, la depressione transcaucasica, l’altopiano della Persia, la Mesopotamia e l’Anatolia.
Le brulle montagne e le loro forme aspre (il poeta Osip Mandelstam ha definito l’Armenia “il regno delle pietre urlanti”) sembrano aver ispirato un’autonoma forma di architettura, che rielabora gli influssi bizantini e adatta i propri colori a quelli della natura circostante: pietra, foreste e laghi.
In un territorio da sempre invaso da popolazioni diverse, dopo la caduta nel 1375 del Regno di Cilicia, l’Armenia in età moderna fu suddivisa e dominata dai grandi imperi circostanti: l’ottomano, il persiano e lo zarista. Nell’ottocento grandi colonie di armeni erano a Tiflis (oggi Tbilisi, Georgia) e Costantinopoli, Turchia.
Nel 1915 il partito dei giovani Turchi pose fine alla convivenza e sfociò nello sterminio di tutti gli armeni del territorio turco.
Iniziò così una nuova fase della diaspora armena che disperse i sopravissuti in varie parti del mondo.
Nel 1922 l’Armenia entrò a far parte dell’Unione Sovietica; nel 1988 scoppiò il conflitto con l’Azerbaigian per il possesso del Nagorno-Karabach, questione tuttora aperta nonostante l’armistizio.
Dal 1991 l’Armenia è una repubblica indipendente, nell’ambito della CSI, e sta avviandosi a una piena democrazia.
La cultura armena è frutto di un antico cosmopolitismo, che nasce dal ripetersi del grande itinerario tra oriente e occidente: gli armeni hanno vissuto i termini dei confronti, e hanno rielaborato le varie vicende con una vitale partecipazione e con una vigilanza davvero singolari.
In questo li aiuta anche il legame con la chiesa cristiana (è il primo stato cristiano della storia) e “la cultura del libro”: i testi medioevali armeni (30.000 codici manoscritti) rappresentano nella coscienza collettiva, assieme al patrimonio architettonico, la reliquia più preziosa di un passato che ha più volte rischiato di venire travolto dalla storia.
La passione per la cultura attraversa i secoli e le epoche, agli inizi del XX secolo la scolarizzazione era qui diffusa in percentuale maggiore che in molte nazioni europee, anche nelle zone più povere e disagiate.
L’Armenia si trova oggi in una situazione di difficoltà economica acuita dalla chiusura delle frontiere con Turchia e Azerbaijan.
I giovani e le giovani armene guardano all’Europa come a una possibilità e un modello di relazione e di sviluppo per il proprio paese.
La maggior parte della popolazione è composta da donne, storicamente a causa del genocidio e della guerra, poi per la migrazione per motivi economici, che hanno colpito in maggior parte la popolazione maschile.
Riteniamo estremamente interessante per il nostro paese la conoscenza di un paese come l’Armenia, con il quale abbiamo in comune radici culturali di cui non siamo consapevoli a causa della cortina d’ignoranza generata dalla guerra fredda verso i paesi dell’ex Unione Sovietica.
Crediamo che le civiltà intrecciatesi in questo territorio siano da considerarsi un patrimonio per l’identità europea oltre che per l’umanità.
Armenia, culla di civiltà e spiritualità.
Migliaia di monasteri immersi in una natura splendida e potente, sotto lo sguardo del mitico monte Ararat, il guardiano innevato che con i suoi 5137 mt, ha offerto l’approdo all’Arca di Noè. Nelle carte rinascimentali ancora definita Giardino dell’Eden, chiamata dal poeta O. Mandel’ Stam “Regno delle Pietre Urlanti”, l’Armenia offre un paesaggio straordinario e vario, ricco di impressioni, anche grazie ai suoi abitanti, generosi e vulcanici.
La sua storia millenaria testimonia come l’Armenia sia un ponte tra Oriente e Occidente.
Questo viaggio rappresenta un’opportunità per togliere un velo ma, soprattutto, per riscoprire un pezzo di storia dimenticata.
Per questo viaggio sono previsti tre programmi diversi:
Scarica qui i programmi di viaggio dettagliati
1 - 11 luglio
12 - 20 agosto
31 agosto - 11 settembre
MODALITA’
Viaggio con coordinatore locale, trasporti interni con mezzi noleggiati, alloggio presso famiglie locali o in piccole pensioni a gestione familiare.
La sistemazione in B&B o in case private avverrà in base al numero di persone che parteciperanno al viaggio.
Si prevede l’uso di doppie, triple o quadruple. Per richieste specifiche è previsto il pagamento di un extra.
Interesse prevalente: sociale e culturale
Spirito di adattamento: *
DOCUMENTI NECESSARI PER VIAGGIATORI DI NAZIONALITA' ITALIANA
Per entrare in Armenia è necessario il passaporto e obbligatorio il visto. E’ possibile ottenere il visto per un solo ingresso (della durata fino a 21 giorni di soggiorno e costa 3000 dram, ca. 6 €). Inoltre non è più necessario pagare le tasse di uscita dal paese.
VACCINAZIONI
Non vi sono vaccinazioni obbligatorie, anche se sono raccomandate l' antidifterica, l' epatite A e B e l' antirabbica.
Non si registrano malattie endemiche nel Paese. Le gastroenteriti sono frequenti tra i viaggiatori. Comunque vale il buon senso.
Alcuni medicinali non sono in vendita in Armenia o comunque sono di difficile reperimento. Si consiglia, pertanto, a chi necessita abitualmente di farmaci specifici di dotarsi per il viaggio di una scorta di farmaci necessari.
CLIMA
L'Armenia si trova in una zona climatica continentale con inverni rigidi ed estati torride, i cui periodi stagionali sono lunghi. Si registrano temperature estive di +40/42°C. con precipitazioni scarse; le temperature invernali sono in media di -15°C, data l'altezza media del territorio pari a 1800 metri sul livello del mare.