Emergenza Ladakh
Aggiornamento della situazione in Ladakh e aggiornamento della nostra raccolta fondi.
Venerdì 31 dicembre
Ad oggi sono stati raccolti ben 1890 euro! Non sono moltissimi, ma per i nostri amici in Ladakh sono comunque una cifra importante!
Al momento i soldi sono ancora depositati presso la nostra banca, secondo le istruzioni che ci aveva inviato Namgyal (il nostro referente) ad ottobre.
15 ottobre 2010
il nostro referente dal Ladakh ci scrive:
"Dear Sara,
As the winter is setting in everything is stopping slowly in Ladakh, and the people who have lost their houses or properties are moving to relatives, freinds or renting rooms for the winter.
It's not so easy to find what excactly we can do to help the people right now. However, as soon as the spring comes there will be many people who will need help to build their houses, pay for their children’s' school fee, repair their fields.
So, i think we have to wait to pass the winter and work on a project where we can use the money.
If in case we find anyone who is in desperate need for help i will write you about it.
You can keep the money in your account and when we have a project in the spring i will send it to you.
Regards,
Namgyal
Cara Sara (della Planet Viaggi),
poiché l’inverno sta iniziando, ogni attività in Ladakh si sta lentamente arrestando, e le persone che hanno perso la casa e le proprietà si sono rivolti a parenti e amici o hanno già affittato stanze per l’inverno.
Non è così facile definire esattamente cosa possiamo fare adesso per aiutare le persone. Tuttavia, appena arriverà la primavera ci saranno molte persone che avranno bisogno di aiuto per ricostruire le loro case, pagare le tasse scolastiche per i bambini, riparare i loro campi.
Quindi, io penso che la cosa migliore sia aspettare che passi l’invero e lavorare su un progetto in cui potremo usare i soldi.
Nel caso poi qualcuno fosse in situazione disperata, te lo farò sapere.
Puoi trattenere i soldi nel vostro conto e quando avremo un progetto a primavera te lo farò sapere.
Saluti,
Namgyal
Venerdì 12 agosto
Il 12 agosto è rientrato dal Ladakh (regione a nord dell’India) un nostro gruppo di viaggiatori accompagnato da Marco Brizzi.
Fortunatamente il gruppo è rimasto indenne dai gravi problemi che hanno colpito il Ladakh nei giorni scorsi ed è quasi riuscito a portare a termine l’itinerario stabilito. Quando si è verificata l'alluvione i viaggiatori non erano a Leh ma nemmeno lontani dalla capitale del Ladakh, trovandosi quindi non completamente isolati.
L’accompagnatore Marco Brizzi, rientrato dal Ladakh, ci riferisce della situazione critica che la popolazione sta vivendo a Leh e nei dintorni, in qualità di testimone oculare di una tragedia che ha sconvolto una intera regione indiana e migliaia di persone.
Il violento nubifragio che si è scatenato nella notte fra il 5 ed il 6 agosto ha avuto conseguenze ancora più disastrose per il fatto che la gente stava dormendo ed è stata travolta dal fango senza possibilità di fuga.
Il quartiere-villaggio di profughi tibetani di Choglamser (nella periferia di Leh) è stato quello più colpito: ancora oggi si continua a scavare per trovare i corpi e quantificare le vittime.
Purtroppo, i 3 km2 di fango che qui si sono riversati, nascondono probabilmente ancora molte persone che al momento sono considerate disperse.
A questa tragedia umana si somma la grave situazione in cui versa oggi chi è sopravvissuto: molti sono rimasti senza casa
(inclusa Dolma, la moglie della nostra cara guida scomparsa lo scorso settembre), tanti bambini sono rimasti senza genitori e molti anziani senza figli che possano assisterli.
La gente sfollata vive in tende da campeggio messe a disposizione per lo più da agenzie private che organizzano gli itinerari di trekking per turisti, ma le condizioni sono purtroppo destinate a peggiorare con l’arrivo dell’inverno: ad ottobre normalmente in Ladakh inizia a nevicare!
Nei giorni immediatamente successivi la catastrofe, s’iniziavano ad avere problemi di approvvigionamento di cibo e pare che si stia poco a poco risolvendo con il ripristino delle strade. E’ stata già riaperta la strada statale Manali-Leh ed è in via di riapertura anche la Leh-Srinagar, lungo la quale erano crollati ben 5 ponti.
Si è verificata anche la rottura delle comunicazioni e tuttora la telefonia ed i collegamenti internet sono completamente assenti, e lo saranno probabilmente per parecchio tempo dato che tutto il sistema di comunicazione funzionava “via cavo”.

Per tutti questi motivi ci sentiamo in dovere di testimoniare quanto è accaduto, e tuttora accade, in questo meraviglioso angolo di mondo che è il Ladakh.
A tutto questo si aggiunge il timore generale della gente del luogo che la macchina burocratica non arrivi in tempo per soddisfare le primarie esigenze di sopravvivenza.
Al momento numeri e stime non sono ancora ufficiali e probabilmente informazioni più definitive potranno essere fornite non prima di qualche settimana, quando sarà passata l’emergenza e ci sarà un censimento più razionale dei danni subiti dal Ladakh e dalle sue popolazioni.
Nel frattempo noi rimaniamo in contatto (tramite cellulare) con i nostri referenti locali, che fortunatamente stanno bene, nonostante abbiano subito gravi perdite e si siano adoperati anche per recuperare tutti i viaggiatori che avevano in giro per i vari trekking e che erano rimasti isolati per giorni, vista la lentezza degli interventi statali e militari.
E’ evidente la necessità di ripristinare al più presto le comunicazioni per loro, possibilmente attraverso un sistema satellitare che permetta garanzia di funzionamento anche a fronte di problematiche come quelle intercorse, ma che al momento risulta troppo costoso.
Continueremo a tenervi aggiornati sulle evoluzioni della situazione in Ladakh non appena riceveremo notizie.
sabato 7 agosto 2010
Fortunatamente i nostri viaggiatori non hanno subito conseguenze dall'alluvione. Ora sono in albergo a Leh e rientreranno nei prossimi giorni assieme all'accompagnatore, erano in viaggio dal 24 luglio.
Nel momento dell'alluvione non erano a Leh ma non erano, fortunatamente, nemmeno lontani dalla capitale del Ladakh, in modo che i giorno successivo sono riusciti a raggiungere l'hotel.
Il nostro referente in Ladakh, Namgyal, sta lavorando per far rientare altri gruppi isolati e raggiungibili solo con gli elicotteri. La sua casa ha subito pochi danni, mentre la vedova del nostro accompagnatore Tenzin (deceduto lo scorso anno) ha avuto la casa distrutta.
Al ritorno di Marco dal Ladakh proporremo un'iniziativa di solidarietà per sostenere i nostri amici in Ladakh.
Continueremo a tenervi aggiornati sulle evoluzioni della situazione in Ladakh non appena riceveremo notizie e nel frattempo abbiamo organizzato una raccolta fondi per aiutare i nostri amici.