Come lavoriamo

La nostra Filosofia

 

 

Guarda il cartone animato di Bruno Bozzetto sul Turismo Responsabile 

"Oggi più che mai il turismo deve assumere i connotati di un'impresa civica, deve sforzarsi di mettere in connessione coloro che condividono la visione di un pianeta in cui la gioventù sia libera di scegliere, un pianeta dove lo spaventoso orizzonte di violenza che Orwell ci ha proposto nel suo 1984 sia per sempre relegato in un infausto passato."

Fatima Mernissi, scrittrice marocchina

 

Vittoria CaithViaggiare in Africa, America latina, Asia (il discorso però vale anche per l'Italia) senza rinunciare a vedere meraviglie naturali e monumenti artistici ma cercando al tempo stesso di avvicinarsi - con rispetto - a chi in questi paesi vive.
Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) il settore turistico dà lavoro, direttamente o indirettamente, a oltre 250 milioni di persone; il fatturato totale annuo ha superato i 510 milioni di dollari, cioè circa il 10% dell'intero prodotto interno lordo mondiale.

 

Il flusso degli spostamenti, degli investimenti e dei benefici economici del turismo è molto squilibrato. Oltre l'80% di chi viaggia per turismo risiede nei venti paesi più ricchi del mondo, gli stessi che ricevono il 70% dei turisti; inoltre in questi paesi è concentrato il 72% del fatturato complessivo.

In un contesto simile, il turismo nei paesi del Sud del mondo può offrire alcuni benefici: per esempio può creare reddito e occupazione nei paesi visitati e può permettere ai turisti di entrare in relazione con popoli e culture talvolta molto differenti.

Al tempo stesso esso è contradditorio: in seguito al contatto con i turisti i paesi e i popoli visitati vedono trasformarsi le proprie culture, le proprie abitudini, le identità più profonde. I turisti - spesso occidentali - rischiano di guardare solo la conferma delle immagini (televisive o dei cataloghi) che già hanno visto prima della partenza e rischiano di dormire, mangiare e spostarsi senza entrare in contatto con la realtà locale.

Occorre dunque pensare a modi innovativi e sostenibili per viaggiare, senza compromettere il patrimonio ambientale, culturale e sociale del territorio che si visita e cercando anzi di salvaguardare quelle risorse per le generazioni successive, nella speranza che il turismo del presente possa riassaporare l'essenza di quello passato senza compromettere quello futuro.

Una delle alternative possibili è il turismo responsabile: un modo di viaggiare che privilegia lo scambio con le popolazioni locali del paese di destinazione, l'esperienza umana dell'incontro come momento di arricchimento personale, di crescita, di conoscenza.

Le comunità locali e le organizzazioni partner con cui collaboriamo sono dunque essenziali per la riuscita dei nostri viaggi, i quali, inoltre, costituiscono una possibilità reale di crescita economica per le persone ed i paesi coinvolti.

 CARATTERISTICHE DI TUTTI I VIAGGI:

unocollaTutti i viaggi di turismo responsabile cercano di ispirarsi a equità economica, tolleranza, rispetto, conoscenza, incontro.

Vorrebbero essere un modo per rilanciare le economie dei paesi di destinazione, anche trasmettendo professionalità alle associazioni con cui si collabora e lasciando la maggior parte dei profitti alle popolazioni locali, a differenza del turismo di massa che esporta la maggior parte dei suoi guadagni. I nostri viaggi dunque di per sé cercano di essere una forma di cooperazione.

 

L'incontro con le popolazioni locali è il momento centrale dell'esperienza: un'occasione di confronto e di conoscenza tra abitudini e tradizioni differenti.

Viaggiare dunque come possibilità di provare a capire una cultura diversa dalla propria e di entrare in contatto con la realtà sociale di un paese, senza nascondere le difficoltà e talvolta anche i drammi che vivono alcuni popoli, anzi provando a condividere - anche solo parzialmente - le loro speranze di cambiamento. Un'esperienza di questo tipo stimola la consapevolezza degli enormi squilibri esistenti tra Nord e Sud del mondo e permette un lavoro introspettivo, personale e di gruppo. Spesso, dopo il viaggio, si sono creati piccoli gruppi che autonomamente appoggiano progetti di solidarietà.

Viaggiare è iniziare una relazione che continua, che non si esaurisce nelle due o tre settimane di ferie all'anno.

swazilandTutto questo senza trascurare il lato più propriamente turistico dell'esperienza: conoscere un nuovo paese significa anche visitare siti archeologici, camminare nella foresta, visitare città e mercati...

I nostri viaggi talvolta - quasi sempre nel caso di gruppi numerosi - prevedono un accompagnatore che funge soprattutto da mediatore culturale e punto di riferimento per il gruppo, ma che non è una guida professionista.

  

 Altra costante è l'utilizzo per il pernottamento di case private, ostelli, pensioni locali,  cercando comunque il più possibile sistemazioni accoglienti.

Può capitare - soprattutto quando il viaggio prevede la permanenza di qualche giorno in comunità indigene- di pernottare in condizioni non sempre comodissime: si richiede in questo caso un po' di spirito di adattamento; ad esempio non è possibile garantire sempre il bagno in camera o l'acqua calda tutto il giorno; l'accompagnatore è comunque in grado di spiegarvi tutti i dettagli prima dell'inizio del viaggio.

Spesso gli spostamenti interni utilizzano trasporti pubblici locali o pullmini delle organizzazioni referenti; il vitto è spesso gestito attraverso un fondo personale o una cassa comune. Alcuni viaggi sono gestiti totalmente con cassa comune (vitto e anche alloggio, guide locali, trasporti); nel catalogo sono segnalati come "viaggi con cassa comune".

Si viaggia sempre in piccoli gruppi (10/12 persone al massimo) per limitare gli impatti sulle comunità ospitanti.

In alcuni casi una parte della quota viene direttamente destinata al finanziamento di un progetto di cooperazione e sviluppo locale visitato. Sempre però il viaggio è di per sé un progetto di sviluppo locale.

 

Lima2Questo tipo di viaggi richiede un approccio particolare di apertura a ciò che è nuovo e diverso; occorre forse lasciare da parte alcuni luoghi comuni e ricordare che - come in qualsiasi vero viaggio - possono esserci imprevisti, inconvenienti, difficoltà.

Si richiede quindi una capacità di adattamento probabilmente superiore a quella di un viaggio "tradizionale": essa viene segnalata nelle caratteristiche di ogni viaggio in una scala che va da bassa (*) a media (**) ad alta (***).

 

PER SAPERNE DI PIU':

Ormai anche in Italia si è sviluppata una certa attenzione al tema del turismo responsabile. Segnaliamo alcuni libri per chi volesse approfondire.


- Marco Aime, Diario dogon, Bollati Boringhieri, 2000.
- Duccio Canestrini, Andare a quel paese. Vademecum del turista responsabile. Feltrinelli, 2001.
- Duccio Canestrini, Non sparate sul turista, Bollati Boringhieri, 2004
- Luca Colombo, Il turismo responsabile, Xenia tascabili, 2005.
- Renzo Garrone, Turismo responsabile, Ram 1996.
- Renzo Garrone e Marta Di Cesare, Povero outgoing. Le condizioni di lavoro nei paradisi turistici, Ram 2004.
- Fatima Mernissi, Karawan, Giunti, 2004.

Su internet segnaliamo almeno le pagine curate da Aitr(www.aitr.org), che offrono anche link interessanti per successive navigazioni.

 

 

 

  

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            copertina catalogo 2017

                    

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