Archivio documenti WWF
Dopo la dichiarazione della Commissione Brundtland (1987) sulla necessità di perseguire la sostenibilità ambientale nelle attività umane, è stata avviata a livello internazionale e nazionale una profonda riflessione su come razionalizzare l'utilizzo delle risorse naturali del Pianeta.
Nell'arco di pochi anni sono stati redatti quindi alcuni documenti-guida, che contengono una serie di indicazioni su come evitare impatti ambientali negativi nel corso della pianificazione e realizzazione delle attività economiche (V Programma Quadro dell'Unione Europea; Agenda 21 sottoscritta nel corso del summit sull'ambiente di Rio de Janeiro - 1992 e ratificata dal governo italiano con delibera CIPE del dicembre 1993). All'interno di questi documenti, vi sono ampi riferimenti al turismo, la più grande industria del Pianeta.
Dopo il summit di Rio de Janeiro la riflessione sul tema "turismo, ambiente e sviluppo sostenibile", è continuata a livello internazionale nell'ambito di diversi meeting e conferenze, conclusi con l'emanazione di Carte e Dichiarazioni (le più importanti sono: Carta di Lanzarote, 1995; Dichiarazione di Montreal, 1996; Dichiarazione di Berlino, 1997). A queste si sono poi successivamente ispirate linee guida, carte etiche, pratiche, decaloghi , codici di comportamento elaborati in diversi contesti territoriali, che nella totalità dei casi contengono e condividono al loro interno alcune caratteristiche generali, declinate poi in diverso modo nei documenti.
In sintesi:
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la necessità di limitare gli impatti negativi sull'ambiente e sulle culture locali;
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la necessità di coinvolgere le comunità locali nella programmazione e nella realizzazione delle attività turistiche;
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la necessità di far ricadere la maggior parte dei benefici economici derivanti dalle attività a livello locale;
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la necessità di integrare il turismo nelle altre realtà economiche, cercando una sostenibilità ambientale complessiva.
Il WWF ha iniziato a definire ufficialmente una linea sul turismo alla fine degli anni '90 (Documento informativo del WWF sul turismo 1999, Dichiarazione del WWF sul turismo 2001), cominciando a parlre di turismo responsabile ed ecoturismo.
Il primo è un turismo che soddisfa i turisti, mantiene o migliora l'ambiente dei luoghi di destinazione e aumenta il beneficio di coloro che vi risiedono.
Il secondo dovrebbe essere visto come un sotto-settore del turismo responsabile e può essere descritto come turismo in aree naturali che sia definito dalle comunità locali e che porti benefici alle persone e all'ambiente nei contesti locali.
Cinque principi del WWF per il turismo responsabile
Secondo il WWF, il settore turistico deve rendersi conto degli impatti che provoca sia sulla natura che sulle persone e deve essere in grado di gestirli; il WWF definisce quindi cinque principi, una sorta di guida ai problemi da affrontare per perseguire una maggiore responsabilità nel turismo:
1. Il turismo dovrebbe essere una componente di un più ampio piano di sviluppo sostenibile e di sostegno alla conservazione.
2. Il turismo dovrebbe utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile.
3. Il turismo dovrebbe eliminare il consumo insostenibile delle risorse e minimizzare l'inquinamento e lo spreco.
4. Il turismo dovrebbe rispettare le culture locali e fornire benefici e opportunità alle comunità locali.
5. Il turismo dovrebbe essere informativo ed educativo.
L'azione del WWF
A partire da questi principi, il WWF individua una serie di iniziative che consentano di sviluppare una maggiore responsabilità nel campo del turismo:
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Lavorare con l'industria turistica, le amministrazioni e le comunità locali per sostenere lo sviluppo di politiche internazionali, nazionali, regionali e che si innestino sui meccanismi e gli approcci esistenti, come l'Agenda Locale 21, la gestione integrata di risorse naturali, la valutazione di impatti ambientali e le strategie nazionali di sviluppo sostenibile.
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Sensibilizzare sui principi e gli strumenti dello sviluppo sostenibile, incluso le azioni preventive, il principio "paga chi inquina", gli strumenti economici, gli standard minimi e le tecnologie per l'ambiente.
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Attuare e facilitare progetti di campo collegati al turismo, che promuovano e illustrino gli elementi chiave del turismo responsabile, provino e definiscano gli standard, promuovano il dialogo tra i portatori di interessi, stabiliscano modelli positivi di attività e informino sulle politiche dello sviluppo.
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Sensibilizzare i consumatori sugli impatti del turismo, come un eccessivo utilizzo di acqua e energia, e sul bisogno di avere un approccio responsabile nei confronti del turismo.
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Aiutare l'industria turistica a migliorare i suoi standard ambientali e a sviluppare buone pratiche, incluso la promozione di energie pulite, l'adozione di marketing responsabile e l'utilizzo sostenibile delle specie.
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Promuovere il rispetto per le popolazioni e le culture locali e i loro diritti, incoraggiando la loro attiva partecipazione nel turismo attraverso la costituzione di collaborazioni a lungo termine tra operatori e fornitori locali e esterni.
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Assicurare la distribuzione equa dei benefici e l'istituzione di imprese locali che sostengano la conservazione e promuovano l'utilizzo di merci e servizi sostenibili, prodotti a livello locale dall'industria turistica.
Buon turismo nel Bel Paese
Nel 1998, il WWF Italia e altre 10 Organizzazioni Non Governative (ONG) italiane hanno fondato AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), un'organizzazione "ombrello" che attualmente conta complessivamente 42 ONG italiane ed è per questo considerata la più grande associazione europea di questo genere.
Tra i propri documenti più importanti AITR ha realizzato nel 2002 la Carta di identità per viaggi sostenibili, elaborata pensando soprattutto alle realtà del Sud del Mondo e Bel Paese Buon Turismo, il primo codice turistico mirato esplicitamente al turismo in Italia. Quest'ultimo documento contiene una serie di principi e di osservazioni che si rivolgono ai singoli viaggiatori, agli organizzatori di viaggio e alle comunità ospitanti.
Nella riorganizzazione delle proprie attività di Vacanze Natura il WWF Italia non può ignorare la riflessione avviata in diversi contesti sociali ed economici sulla responsabilità/sostenibilità del turismo e le indicazioni fornite dal WWF Internazionale. Si propone quindi di adottare come linee guida per la riorganizzazione delle attività di Vacanze natura la parte di Bel Paese Buon Turismo, riguardante gli organizzatori di viaggio, inserendo delle opportune specificità di azione del WWF. Tale documento infatti ben sintetizza la discussione e i principali punti di vista internazionali e nazionali, sviluppatisi in questi anni sul turismo sostenibile e responsabile e declina concretamente in azioni i principi del WWF Internazionale sul turismo responsabile.